La pista ciclabile sull'ex-ferrovia: 11,87 km tra Arenzano e Varazze
Costruita sul sedime della ferrovia Genova-Ventimiglia dismessa nel 1968, attraversa gallerie scavate nella roccia e si affaccia sul mare per quasi tutta la lunghezza.
Esci dalla galleria, la luce ti colpisce di traverso, e per qualche secondo non capisci più se stai pedalando sopra il mare o dentro. È una sensazione che ricorre: qui le gallerie sono cinque o sei, dipende da dove parti, e ognuna ti rimette al mondo in modo leggermente diverso. La pista ciclopedonale che collega Arenzano a Varazze passando per Cogoleto è una delle cose più semplici e più riuscite che la Liguria abbia fatto con la sua costa: undici chilometri e ottocentosettanta metri di ex-ferrovia diventati passeggiata, sempre a picco sull’acqua, sempre piatti, sempre aperti.
Il tracciato in numeri
Sono 11,87 km in totale, divisi in due tratti che si toccano nel centro di Cogoleto. Il primo, da Arenzano a Cogoleto, misura circa 4,5 km; il secondo, da Cogoleto a Varazze, va sotto il nome di Lungomare Europa ed è lungo 5,8 km. Il dislivello cumulativo è di soli 165 metri in salita e altrettanti in discesa: in pratica niente, rampe brevi che il fondo nasconde sotto la propria continuità.
La superficie è interamente asfalto (Parco del Beigua cataloga il tracciato come 100% pavimentato), liscio quanto basta per una bici da corsa ma generoso anche con una city bike, un passeggino, un paio di rollerblade. Non c’è un metro di sterrato. La carreggiata è segnata da una riga gialla che separa pedoni e ciclisti, regola rispettata a corrente alterna nei weekend di luglio.
La ex-ferrovia raccontata
Per capire perché questa pista esista bisogna tornare al 1968, quando la linea ferroviaria Genova-Ventimiglia venne deviata a monte. Fino ad allora il treno passava esattamente qui, a un palmo dalle onde, dentro gallerie scavate nella roccia friabile del versante. La spinta era duplice: raddoppiare i binari (impossibile in costa, troppo strette le mensole) e spostare il rumore lontano dalle case. Il vecchio sedime venne abbandonato, le rotaie smantellate, le gallerie chiuse. Per un trentennio buono restò il niente: muretti, rovi, qualche pescatore di scoglio che si calava ai piedi del muro.
Poi, a tappe (prima il tratto Varazze-Cogoleto, completato nei primi anni Duemila e battezzato Lungomare Europa, poi il prolungamento fino ad Arenzano) la striscia è stata pulita, asfaltata, illuminata, riaperta. Oggi è il quindicesimo tratto del Sentiero Liguria e fa parte del Geoparco UNESCO del Beigua: chi vuole, da Cogoleto, può salire in entroterra e prendere i sentieri del parco fino al Monte Beigua a 1287 m. Ma è un’altra storia, e un’altra giornata.
Le gallerie sul mare
Sono il marchio della pista. La prima, quella appena passato il porticciolo di Arenzano, è larga e ariosa, illuminata da neon discreti; la sesta, verso Varazze, è la più stretta, più bassa di soffitto, e profuma di mare anche d’inverno perché il sale entra dalle finestre tagliate nella roccia che si affacciano direttamente sull’acqua. Sono brevi (la più lunga sta sotto i 200 metri) e tutte illuminate, anche se nell’estate 2025 il tratto Cogoleto-Varazze era servito da fari da cantiere in attesa del ripristino dell’impianto fisso (Riviera dei Bambini lo segnalava ancora a giugno). Di giorno si attraversano senza pensarci; al tramonto diventano corridoi di luce gialla che si specchia sull’asfalto bagnato di salsedine.
Tra una galleria e l’altra si aprono spiaggette di ghiaia bianca, alcune raggiungibili solo dalla pista, scalini di pietra che scendono per pochi metri. La Baia dei Corvi, a metà del Lungomare Europa, è la più nota: lì la roccia cambia colore (il Geoparco te lo spiega con un cartello: si passa dal metagabbro chiaro alle serpentiniti scure) e l’acqua si fa di quel verde-bottiglia che è l’autografo della costa del Beigua.
Come pedalarla bene
Direzione consigliata. Da est verso ovest, quindi Varazze → Cogoleto → Arenzano, se ti piace avere il sole alle spalle al mattino e di fronte al ritorno. Nel senso opposto cambia poco, ma il vento dominante in estate è da sud-ovest, e prenderlo in faccia all’andata è meno bello che al ritorno quando hai già le gambe rotte.
Stagione. È aperta tutto l’anno. La finestra d’oro è maggio–giugno e settembre–ottobre: temperatura giusta, vegetazione mediterranea in pieno splendore (gli oleandri sul Lungomare Europa fioriscono fino a fine luglio), pochissima folla. Luglio e agosto pomeriggio è il momento peggiore (si pedala in mezzo a passeggini e turisti che attraversano senza guardare), ma le mattine presto e le sere dopo le 19 restano splendide. In inverno è perfetta per chi ha un’ora a disposizione: il microclima protegge dal vento e anche a gennaio capita di pedalare in manica corta.
Famiglia e fitness. È passeggino-compatibile dal primo all’ultimo metro, e gli skater la usano spesso (l’asfalto è abbastanza liscio per i pattini in linea, meno per i quad). I bambini la affrontano dai 3-4 anni in su, con o senza pedali. Per i runner è una palestra da 23,7 km tra andata e ritorno, senza un semaforo.
Noleggio. Due indirizzi affidabili. La Mola ha due sedi alle estremità del Lungomare Europa, Varazze in via Marconi 14 e Cogoleto in piazza Salvador Allende, con city bike, mtb, e-bike, tandem, risciò e oltre 400 mezzi totali; offre anche il servizio one-way: prendi la bici a Varazze e la lasci a Cogoleto, o viceversa. Ad Arenzano, all’imbocco della pista vicino al porticciolo sul Lungomare Stati Uniti, c’è un altro noleggio aperto da settembre a metà giugno con orario continuato il fine settimana (Arenzano Turismo).
Treno per il ritorno. Le stazioni di Arenzano, Cogoleto e Varazze sono tutte e tre a meno di 500 metri dal tracciato e collegate dalla linea regionale Genova–Savona-Ventimiglia. La combinata classica: noleggi a Varazze, pedali fino ad Arenzano, treno indietro in dodici minuti. Le bici si caricano gratis sui regionali con il supplemento previsto.
Dove mangiare lungo la pista
A metà strada, sul Lungomare Europa, 600 metri prima dell’ingresso di Varazze, c’è un piccolo bar con dehor in legno: tavoli all’aperto a strapiombo sul mare, focaccia calda e gelato. È il posto giusto per fermarsi quando il sole si fa serio. Sul versante Cogoleto, all’arrivo della pista, un altro bar con i tavoli sul lungomare serve granite di limone e caffè decente.
Per qualcosa di più strutturato, scendi in centro a Cogoleto (due minuti dalla pista) e cerca uno dei trattori di pesce della via Rati, o spostati a Varazze dove il lungomare è pieno di gelaterie storiche. Ma onestamente, una focaccia in piedi al bar di mezzo e un tuffo dalla spiaggetta sotto sono la cosa più giusta che puoi fare a metà mattina, e non c’è bisogno di niente di più.
Quando torni indietro nel tardo pomeriggio, e il sole entra obliquo nella prima galleria, capisci che questo posto è uno di quei rari errori felici: una ferrovia di troppo, smantellata per la ragione sbagliata, diventata qualcos’altro nel modo migliore possibile.
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