Cristoforo Colombo
La tradizione del navigatore
La memoria del paese conserva, fin dal Seicento, un legame con Cristoforo Colombo. Al numero 28 di Via Rati, in pieno caruggio, una lapide in marmo del 1650 ricorda che «qui nacque, secondo la tradizione, il navigatore che scoprì l'America». La casa è semplice, addossata agli altri edifici del centro storico, e sulla facciata si distingue ancora un affresco sbiadito con uno stemma di famiglia.
La rivendicazione cogoletese è documentata da atti notarili, cronache locali e dalla lapide stessa. È tuttavia storicamente contesa: la tesi prevalente, sostenuta dalla maggior parte degli storici, colloca la nascita di Colombo a Genova nel 1451, sulla base di documenti d'archivio rinvenuti tra Otto e Novecento. Altre tradizioni rivendicano la paternità del navigatore anche in altri comuni italiani, spagnoli e portoghesi — segno di quanto la figura di Colombo abbia interessato la memoria europea.
A Cogoleto la disputa non scalda gli animi: il legame con il navigatore è considerato parte dell'identità del borgo, una storia raccontata di generazione in generazione, indipendentemente dalla certezza storica. La casa-museo, la lapide e i toponimi (Via Colombo, Piazza Colombo) restano un riferimento per chi visita il paese.
Pochi chilometri a monte del centro abitato comincia il Parco Naturale Regionale del Beigua, UNESCO Global Geopark dal 2015: oltre 39.000 ettari di crinali tra il mare e l'Appennino, con geositi di rilevanza internazionale, sentieri panoramici e una biodiversità mediterranea-alpina unica in Italia. Dal lungomare di Cogoleto si può salire in mezz'ora di auto fino ai 1.287 metri del Monte Beigua, una delle poche vette costiere italiane con vista contemporanea sul mare e sulle Alpi nelle giornate limpide.